sabato 18 gennaio 2014

Il cacciatore di Rosna ha 14mila anni E la stele funebre è la prima della Storia

articolo completo al seguente link:
Il cacciatore di Rosna ha 14mila anni E la stele funebre è la prima della Storia - Corriere del Veneto:
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BELLUNO - I resti sono stati scoperti negli anni '80 durante dei lavori di manutenzione stradale in una cavità alla sinistra del torrente Rosna nella valle di Cismon e Villabruna. Alla morte del cacciatore di Sovramonte, avvenuta 14mila anni fa, è stata realizzata una stele funebre, probabilmente la prima della storia umana, per segnare la sepoltura. La sua storia non ha avuto la fortuna mediatica di due «personaggi» come Oetzi, la mummia del Similaun vecchia di 4mila anni o dell'uomo di Mondeval, i cui resti risalgono a 7.500 anni fa. Al contrario di questi, al cacciatore risalente alla fine del paleolitico superiore (epigravettiano) non è stato dedicato alcun museo, nonostante la stele e la sua importanza archeologica.
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lunedì 7 ottobre 2013

presentazione del volume Il coraggio degli Antichi Veneti di Federico Moro

Padova, mercoledì 9 ottobre ore 16,00, Sala Livio Paladin a Palazzo Moroni (Municipio) presentazione del volume Il coraggio degli Antichi Veneti di Federico Moro, Helvetia Editrice. Intervengono autore ed editore.

"Il coraggio degli Antichi Veneti è un romanzo e dell’opera d’invenzione ha struttura e natura dei protagonisti, L’avventura- L’epopea – L’eredità perduta, però, è una trilogia che dalla Storia non deriva solo lo spunto iniziale, e lo sfondo su cui si svolgono gli eventi frutto della fantasia dell’autore, bensì cerca di trasformare proprio lei, la Storia, nel vero soggetto della narrazione. Il risultato finale è un volume che presenta diversi piani di lettura.

Innanzitutto umano e psicologico. Numerosi e vari sono i personaggi che pensano e agiscono, ognuno di loro con proprio carattere e vissuto, da qui un universo di sentimenti forti, amore, amicizia, odio, generosità, affrontati e declinati con molte sfumature. Questi si manifestano in un contesto di esperienze, valori, attese, delusioni, sconfitte e vittorie.

Esiste, poi, una particolare dimensione comunitaria in cui i singoli rientrano e si riconoscono in un continuo scambio, materiale e morale.

La ricostruzione storica è, per quanto possibile, rigorosa e aderente alla realtà verificata, anche per quanto riguarda l’ambientazione geografica, così lontana da quanto si può vedere oggi.

Infine, il libro torna sulle tracce del Mito, considerato non tanto quale insieme di favole e leggende quanto per il suo valore di strumento per penetrare la dimensione spirituale del mondo antico. Veneto e non solo.

Un filo rosso lega i protagonisti del bronzo finale e della prima età del ferro a quanti percorrono oggi le vie di questa singolare “terra d’acque”: fatto con pochi paragoni al mondo e anche solo per tale motivo meritevole di essere compreso e valorizzato.

L’invenzione del narratore è intervenuta a saldare i frammenti lasciati slegati dai capricci della Storia e per disegnare, allo stesso tempo, i caratteri di personaggi in cui le parole hanno cercato di infondere lo spirito indomabile di un popolo, i Veneti Antichi, famoso per i suoi “bei cavalli”: non a caso simbolo, ieri e oggi, d’intelligenza, sensibilità, bellezza, nobiltà d’animo, tenacia e forza di volontà…

Dal volume sono stati tratti nel tempo materiale letterario per gli spettacoli Fra Terra e Acqua, Giganti viaggio in Utopia, Venetkèns tutti poi messi in scena da Teatrocontinuo di Padova.