mercoledì 3 novembre 2010

«Troppi edifici, il territorio è peggiorato»

«Troppi edifici, il territorio è peggiorato»
L'ARENA - Mercoledì 03 Novembre 2010 CRONACA Pagina 16

L'ANALISI. L'assessore regionale all'ambiente interviene sull'emergenza e risponde ai rilievi fatti del Genio: «I fondi per le emergenze sono sempre stati assicurati»

Conte: «Previsto uno stanziamento di 65milioni, ma le amministrazioni locali devono collaborare»

«Le previsioni del tempo sono buone, speriamo bene...». Maurizio Conte, assessore regionale all'ambiente, esordisce parlando di «evento straordinario, più grave di quello del '66». Ma rispetto ad allora, esclama, «le criticità sono aumentate perché il territorio è cambiato dal punto di vista urbanistico ed edilizio e ciò ha sicuramente peggiorato la situazione». Preso atto del danno, una cementificazione spesso sfrenata, ora, sottolinea l'assessore, «bisogna correre ai ripari e il primo obiettivo è monitorare tutti i punti critici e pure con presenza di un bilancio ridimensionato a causa della situazione economica, la priorità è accelerare i progetti del Genio come quello, attualmente fermo, che riguarda il torrente Alpone, nell'est veronese. Inoltre», aggiunge, «vanno individuati i bacini di laminazione, in modo da prevedere zone di espansione dell'acqua in momenti di difficoltà». Per quanto riguarda l'attuale situazione l'assessore elogia la macchina dell'emergenza che «ha funzionato alla perfezione».
A Verona, intanto, l'ingegner Mauro Roncada del Genio civile parla di disastro evitabile se ci fossero stati a disposizione maggiori fondi, 380mila euro a fronte, afferma, dei 3-4 milioni disponibili fino a qualche anno fa. «Auspico anch'io», replica Conte, «una maggiore attenzione e a tale proposito ci siamo già attivati con il ministero dell'Ambiente: è già previsto uno stanziamento di 65 milioni di euro e spero che tali fondi aumentino. Quanto ai rilievi di Roncada», aggiunge, «i fondi per 380mila euro di cui parla sono riferiti alla manutenzione ordinaria. I costi per le urgenze li abbiamo sempre autorizzati».
L'emergenza di questi giorni, però, ci ha fatto risvegliare in un Veneto più vulnerabile. «Ripeto, siamo di fronte ad avvenimenti eccezionali causati da una concatenazione di fattori, primo fra tutti lo scioglimento di nevi in montagna che, unito alle piogge intense, ha riversato un'enorme quantità di acqua in fiumi e torrenti. Adesso è urgente una pianificazione più ampia, anche con un riordino degli enti di coordinamento delle azioni sul territorio».
E a livello di prevenzione, assicura Conte, «la Regione già dal 2002 ha imposto alle amministrazioni locali la verifica di compatibilità idraulica e le ha invitate a rispettare, anche se scaduti, i vincoli previsti dai piani di assetto idrogeologico poiché, sottolinea, «non sono venute meno le motivazioni dei vincoli, per cui una buona amministrazione ne dovrebbe comunque tener conto e non derogare consentendo di costruire in aree a rischio idraulico, come le golene poiché il territorio non sopporta più interventi di questo genere». E dice di sperare in una «maggiore consapevolezza a livello locale».
Secondo l'assessore regionale, «la volontà di tutelare il territorio e la necessità di intervenire con provvedimenti preventivi si infrange spesso, da una parte contro le proteste di gruppi ambientalisti che si oppongono al taglio di alberi lungo gli argini, visto come uno scempio ambientale, e dall'altro contro le spinte di sindaci che chiedono di ammorbidire norme come quelle che riguardano l'edificazione nelle golene per andare incontro alle richieste dei loro concittadini. Ma nostro compito», conclude, «è far sì che i fattori di rischio non peggiorino, per questo si deve intervenire».