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mercoledì 11 giugno 2008

Verona - La storia travagliata e infinita delle mostre

Verona - La storia travagliata e infinita delle mostre
10 giugno 2008, IL GAZZETTINO

Verona
La storia travagliata e infinita delle mostre veronesi si arricchisce di un nuovo capitolo, in cui la parte del protagonista è interpretata da Alain Elkann, plenipotenziario del ministro della cultura Sandro Bondi per gli eventi culturali e i rapporti con l'estero. É stato lui, ieri a Parigi, a incontrare il presidente e direttore del Louvre, Henri Loyrette, per cercare di rilanciare la collaborazione fra la città e il museo, dopo la brusca interruzione seguita alla comunicazione con cui il Louvre, il 23 maggio scorso, bloccava la mostra con i suoi capolavori prevista in riva all'Adige in autunno.

L'esito dell'incontro è stato interlocutorio: sufficiente però per stabilire la data di un nuovo rendez vous, l'11 luglio a Roma, aperto stavolta anche al sindaco di Verona Flavio Tosi, e con intenti più operativi. Per il momento comunque Elkann ha già incamerato l'impegno del Louvre di allacciare un rapporto istituzionale con il Comune di Verona, in vista dell'organizzazione di "altre grandi mostre" (comunicazione testuale del Comune) in un periodo però non ancora indicato. Naturalmente sotto l'egida anche del Ministero dei beni culturali.

C'è un grande assente, ovviamente, in questo nuovo capitolo della saga veronese: Marco Goldin con la sua Linea d'Ombra, che aveva avuto l'incarico di organizzare ("chiavi in mano") la mostra del Louvre e aveva mantenuto i rapporti con i vertici del museo francese in prima persona.

«Di Linea d'Ombra a Parigi non si è parlato - fanno sapere dalla segreteria del sindaco - Vedremo dopo l'incontro romano come procedere anche con loro. Noi abbiamo detto che volevamo lavorare insieme, ed è un'intenzione che manteniamo, anche se la mostra autunnale col Louvre, che era il cardine su cui si innestavano tutte le altre, a questo punto cade definitivamente». Verona punterebbe però ad avere comunque una mostra in autunno, magari anticipando quella sul Museo di Boston, originariamente prevista per il 2009.

Marco Goldin ieri sera non ha rilasciato commenti, salvo far sapere che nessuno da Verona l'aveva chiamato per informarlo dell'esito dell'incontro parigino: un dettaglio significativo.

S.F.

mercoledì 4 giugno 2008

Verona - Elkann: «Louvre, il 9 giugno la missione a Parigi»

Verona - Elkann: «Louvre, il 9 giugno la missione a Parigi»
Corriere di Verona, 4 giugno 2008

Operazione Louvre, l'offensiva diplomatica in Francia è cominciata. In campo ci sono addirittura due dicasteri, la Cultura e gli Esteri, come se la figuraccia rimediata da Verona con la cancellazione della mostra con i quadri del museo parigino in Gran Guardia fosse stata elevata al rango di questione di Stato. Il ministro alla Cultura, Sandro Bondi, ha già fatto pervenire all'ambasciatore francese in Italia una lettera indirizzata alla sua omologa nel governo francese, Christine Albanel. Una mossa per spianare il terreno alla visita del suo consigliere per gli eventi espositivi Alain Elkann a Parigi, faccia a faccia con il direttore del Louvre Henry Loyrette. Il vertice sarà «lunedì prossimo, 9 giugno», come annunciato ieri dallo stesso Elkann via telefono al sindaco Flavio Tosi. «Avrà il mandato di due ministeri, la Cultura e gli Esteri - conferma Tosi - per significare il sostegno del governo all'iniziativa che Verona aveva messo in piedi. In quell'occasione fisserà anche un prossimo incontro a tre, in cui sarò presente anch'io». Non ci sarà quindi Marco Goldin, il patron di Linea D'Ombra, che non solo aveva proposto a Tosi l'evento - poi saltato ufficialmente per problemi «tenico-giuridici» - ma che aveva curato personalmente tutta la promozione e l'organizzazione, nonché i rapporti con il museo parigino. Tanto che Palazzo Barbieri ha sempre confermato di aver sempre trattato solo con il manager trevigiano. «Goldin non ci sarà perché si tratta di un incontro istituzionale», spiega Tosi. Eppure la sua assenza, unita alla precedenti dichiarazioni del Louvre che ha sottolineato di voler collaborare «con il Comune di Verona» (non quindi con Goldin) e alle voci di una lettera molto critica del museo parigino giunta a Palazzo Barbieri nei suoi confronti. A favore di Goldin, il comunicato ufficiale dell'annullamento, dove il Louvre ribadiva la «qualità delle collaborazioni» di Linea D'Ombra con i grandi musei internazionali.
Per ora, il rapporto tra il Comune e Goldin non è ancora interrotto. Si lavora infatti per anticipare una delle mostre del pacchetto che il manager aveva proposto al Comune; un evento di richiamo e prestigio, che possa cancellare l'incidente Louvre. Cosa comunque non facile, né scontata. Molto dipenderà anche dagli esiti della missione di Elkann, con Tosi che punta apertamente a recuperare la mostra inizialmente programmata per settembre l'anno prossimo.

venerdì 30 maggio 2008

VERONA - Goldin svela il «giallo» del Louvre

VERONA - Goldin svela il «giallo» del Louvre
Giovedì 29 Maggio 2008 L'ARENA

L’EVENTO CANCELLATO. L’organizzatore torna sul clamoroso annullamento. E si toglie qualche sassolino dalle scarpe, parlando anche di Van Gogh, Rodin e Boston
«A Brescia il museo ha rinunciato perché il Comune non ha dato garanzie sulle altre mostre». E a Verona il caso pare identico


La mostra del Louvre prevista in Gran Guardia dal 19 settembre al 15 febbraio sarebbe saltata perché la dirigenza del museo francese non avrebbe avuto garanzie sufficienti sul fatto che la rassegna dei suoi 140 quadri fosse la prima di un «pacchetto» con altre tre che Marco Goldin, direttore di Linea d’Ombra, aveva organizzato a Verona per i prossimi anni. Proprio come successo a Brescia per il museo di Santa Giulia, dove Goldin aveva messo in piedi (e già pubblicizzato con locandina, riprodotta ieri da L’Arena) dal 27 settembre al primo marzo 2009 la mostra «Da Leonardo a Ingres» con le opere del Louvre, saltata perché il Louvre non era certo che la propria rassegna sarebbe stata unita ad altre tre, promosse da Goldin con analogo pacchetto con Van Gogh, Rodin e Boston.
COME A BRESCIA. La sovrapposizione fra le due vicende nasce leggendo una nota che ha inviato Goldin al nostro giornale, in cui, dicendo di volersi astenere dal commentare la cancellazione della mostra di Verona, spiega le ragioni per cui anche a Brescia (dove in autunno ce ne sarà una su Van Gogh) era saltata la stessa mostra del Louvre. Il tutto riferito al nostro articolo in cui si diceva, fra l’altro, che «è la seconda volta che salta una mostra del Louvre di Linea d’ombra».
Il progetto «Da Leonardo a Ingres», scrive Goldin, «si sarebbe dovuto svolgere nel museo di Santa Giulia a Brescia nel prossimo autunno e venne evidenziato in quattro pagine all’interno del quaderno pubblicitario dedicato alla mostra America!, conclusasi poche settimane fa a Brescia. Progetto, in accordo con il Louvre, che era quasi lo stesso di quello previsto per Verona a partire dal prossimo 19 settembre, e a cui venne poi modificato il titolo, in accordo con il museo parigino, in ragione di un ampliamento del compasso storico e critico del progetto».
Goldin poi racconta l’iter: «In una riunione svoltasi a Brescia la mattina del 24 novembre 2007, ho informato i rappresentanti dei musei coinvolti nel progetto espositivo bresciano sui grandi musei del mondo di quanto segue: che la sola mostra sicura di aprirsi era la prima, quella dedicata al Louvre, e che le successive, dedicate ai musei di Boston, al Rodin di Parigi, al Van Gogh di Amsterdam e congiuntamente al Kröller-Müller di Otterlo», cioè le stesse proposte a Verona dopo il Louvre, «non avevano alcuna certezza di svolgersi, dal momento che la città di Brescia avrebbe eletto nella primavera successiva il nuovo sindaco, il quale avrebbe potuto cancellare il progetto. Questo a parte il Louvre, che sarebbe stato contrattualizzato legittimamente dalla amministrazione uscente».
Poi il passaggio sulla decisione del museo francese: «Avuta questa notizia mi è stata da tutti i presenti manifestata contrarietà, in primis dai conservatori del Louvre che non gradivano dare il via con una loro mostra a un programma che poi avrebbe potuto cessare subito. Ho allora informato i rappresentanti dei musei, in quella stessa riunione, di una proposta che mi era giunta dalla città di Verona, per avviare un importante progetto espositivo quadriennale e ho chiesto il loro gradimento sull’eventuale nuova sede. Determinatosi senza indugio un giudizio positivo da parte loro su Verona, nelle settimane successive sono iniziati i contatti preliminari con i musei coinvolti».
L’INCERTEZZA. Il Comune di Verona, nonostante la spedizione di Goldin a Parigi, Boston e Amsterdam (con assessore alla cultura Perbellini al seguito, ma solo a Parigi) per presentare le opere del pacchetto di quattro mostre, sinora aveva dato come certa solo la mostra del Louvre. Già questa costosa, nove milioni di euro; esporsi quindi per analoghe cifre su altri tre eventi era stato ritenuto al momento improponibile. Seppure per motivi diversi, quindi, pare proprio la stessa circostanza di Brescia.
Goldin quindi dice di avere «ovviamente informato immediatamente l’allora sindaco di Brescia, Paolo Corsini, il presidente della Fondazione Cab, Alberto Folonari, e il presidente della Fondazione Brescia Musei, Agostino Mantovani, della volontà dei cinque musei di non impegnarsi a Brescia in un progetto che avrebbe potuto abortire dopo il primo anno e senza alcuna garanzia di prosecuzione stante l’elezione del nuovo sindaco. Con molto rammarico essi hanno preso atto della cosa e per questo sono stato invitato a formalizzare un nuovo progetto di mostra per l’autunno 2008 a Santa Giulia. Cosa che ho puntualmente fatto, con la serietà e la professionalità che da oltre dieci anni contraddistingue la storia di Linea d’ombra e che tutti i musei del mondo, Louvre in testa, ci riconoscono».
Professionalità, conclude Goldin, «che emerge anche dalla parte finale del comunicato stampa redatto a Parigi, con la direzione del Louvre la mattina del 22 maggio scorso e inviato ai giornali dalla nostra sede di Treviso».E.G.

Verona. Si fa subito Boston?

Verona. Si fa subito Boston?
Marco Vitale
La Cronaca di Verona e del Veneto 29/5/2008

Goldin punterebbe adesso ad anticipare la mostra “americana”, sperando che il Comune realizzi quella sul Louvre il prossimo anno. Stoppata seccamente ogni ipotesi su Daverio. Tosi a Parigi. Confermato l’aumento del ticket d’ingresso per i bus turistici

Come venirne fuori? Capovolgendo le date. L'ultima indiscrezione sull'operato del vulcanico Marco Goldin è questa: tenterà di anticipare a quest'anno la mostra (previsto nell'ottobre del 2009) con l'allestimento del Museum of Fine Art di Boston che invierebbe a Verona 150 pezzi tra quadri e reperti archeologici. E il Comune (attenzione: il Comune) tenterà di spostare (se ci si riuscirà) all'anno prossimo quella sul Louvre, clamorosamente cancellata nei giorni scorsi (con una lettera al sindaco che avrebbe toni durissimi nei confronti di Goldin). Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, verrà in Veneto entro breve tempo, per parlare personalmente anche di questi temi, assieme al suo consigliere Alain Elkann. "Divieto di accesso"" invece per Philip Daverio: che a Roma e a Venezia (con Giancarlo Galan e col suo portavoce, Franco Miracco) avrebbero visto bene in riva all'Adige, ma di cui a palazzo Barbieri non vogliono neppure sentire parlare (ieri mattina, in giunta, Tosi non l'ha mai neppure citato, in una relazione accolta senza il minimo dissenso dagli assessori presenti). Tosi ha anche confermato che andrà a Parigi, forse già entro una settimana, per tentare appunto di riprogrammare l'evento il prossimo anno. Il sindaco ha rassicurato poi tutti, spiegando che ilComune non ha sborsato e non sborserà una lira per la mostra annullata. Confermata invece l'ipotesi d'aumento dei costi d'ingresso in città per i pullman, anche senza Louvre in Gran Guardia. Tornando alla mostra di Boston, lo stesso Goldin l'aveva presentata come "una piccola enciclopedia del museo che comprenderà oltre ai dipinti anche sculture, oggetti, tessuti asiatici, pezzi di arte americana, più una piccola sezione dedicata alle antichità egizie, 35 pezzi di grande pregio." Il museo americano ospita 400 mila pezzi e viene visitato ogni anno da circa un milione di visitatori.

lunedì 26 maggio 2008

Verona e la stagione delle occasioni perdute

Verona e la stagione delle occasioni perdute
Maurizio Cattaneo
Sabato 24 Maggio 2008 L'ARENA

C’erano già oltre 40mila prenotazioni, con un probabile traguardo a 500mila visitatori. Facendo un po’ «i conti della serva», e dunque ipotizzando una spesa media di 50 euro a testa, si arriva a 25 milioni di euro tra mostra e indotto per Verona: 50 miliardi delle vecchie lire. Non solo: già ora, all’inizio della campagna mediatica, ciò che emergeva era un messaggio positivo di Verona come «città delle grandi mostre». E, quanto la nostra città abbia bisogno di immagine positiva, lo abbiamo ben scoperto in questi giorni.

Eppure, al di là di queste premesse, il triste tramonto del progetto Louvre-Goldin, non ci coglie di sorpresa e ci fa dire: «meglio che questo bubbone sia scoppiato subito».

Molte infatti erano state le preoccupanti avvisaglie: intanto una serie di annunci precoci, quasi a voler gettare inopinatamente il cuore oltre l’ostacolo; poi la difficoltà di trovare collocazione e fondi in una città che già dall’inizio sembrava mal digerire l’operazione; infine le polemiche francesi sull’opportunità di far uscire dal Louvre opere così importanti.
E allora che dire oggi? Intanto certamente un po’ di improvvisazione vi è stata a cominciare da Goldin, sino al Comune e al Louvre. Sarà dipeso anche dall’entusiasmo, ma simili progetti vanno pianificati con cura. E fin dall’inizio concordati con le categorie e costruiti su solide fondamenta finanziarie.

Ma ora che questo epilogo dà ossigeno ai nemici dell’operazione Goldin, noi, senza prender parte alcuna nella disputa, diciamo però che tutto questo non deve significare un mero ritorno al passato. Verona merita di avere un progetto «grandi mostre» di forte attrattiva; merita una strategia culturale di ampio respiro che dia ossigeno e visibilità all’eccezionale patrimonio scaligero.
Certo, non si deve scegliere la facile e sterile strada del cosiddetto «supermarket» della cultura, ma nemmeno nascondere la debolezza creativa e di strategie dietro la maschera snob di un’idea dell’offerta artistica elitaria e per pochi.
Dunque paradossalmente è proprio il fallimento del progetto Louvre-Goldin che deve spingere ancor più il Comune ad imboccare strade nuove e coraggiose.

domenica 25 maggio 2008

VERONA - Troppi ritardi, salta la mostra del Louvre

VERONA - Troppi ritardi, salta la mostra del Louvre
Enrico Giardini
Sabato 24 Maggio 2008 L'ARENA

COLPO DI SCENA. A quattro mesi dall’inaugurazione del 19 settembre i francesi scrivono a Goldin e al Comune e annullano tutto. Ecco perché

Il museo parigino ritira il prestito: non ci sono le garanzie necessarie per portare i 140 capolavori
Il rammarico è profondo e l’impatto è negativo ma andiamo avanti

Adieu, adieu, addio, buonanotte capolavori del Louvre alla Gran Guardia. O forse au revoir, arrivederci. Ma poco cambia, perché una cosa è certa: salta la grande mostra con i capolavori del museo di Parigi, promossa dal Comune e organizzata dalla società Linea d’Ombra del trevigiano Marco Goldin, in programma dal 19 settembre al 15 febbraio alla Gran Guardia.
Il Louvre non concede le 140 opere promesse a Verona, fra cui «La Belle Ferronière» di Leonardo da Vinci, il celebre «Ritratto di giovane» dipinto da Botticelli, oltre ad altri dipinti di Tiziano, Paolo Caliari detto «Il Veronese», Raffaello, Rembrandt, Goya, Rubens, Poussin, Tintoretto, Guercino, Riberia. «Il Louvre. Capolavori a Verona. Leonardo, Raffaello, Rembrandt e gli altri. Ritratti e figure»: questo il lungo titolo della mostra, già pubblicizzata in tutta Italia, presentata a Verona e a Milano e con già 40mila prenotazioni.
Una parata di capolavori mai usciti dalla Francia, il che fra l’altro aveva provocato le ire del quotidiano francese Liberation che aveva contestato il prestito della «Belle Ferronnière» a Verona. A metà giugno, fra l’altro, era previsto alla Gran Guardia il via ai lavori per mettere a norma il palazzo per ospitare grandi mostre (oltre a quella del Louvre ne erano previste altre tre, nei prossimi anni). Una scadenza fissata in agosto e poi anticipata al 7 giugno, quindi al 14, provocando comunque le ire degli organizzatori di congressi in Gran Guardia, in giugno, luglio, agosto e settembre, fissati da anni.
La notizia dello stop alla mostra di Goldin è stata diffusa con uno stringato comunicato di Linea d’Ombra. «Allo stato attuale, il tempo a disposizione si rivela ormai troppo breve per l’organizzazione di questa importante esposizione, tenuto conto dei lavori da realizzare e dell’insieme delle condizioni tecniche, amministrative e giuridiche necessarie per garantire l’arrivo, la sicurezza e la conservazione dei capolavori», dice il testo. «Il Museo del Louvre non può pertanto accordare i prestiti promossi e si rammarica per questa situazione, conoscendo la qualità delle passate collaborazioni fra Marco Goldin e i grandi musei internazionali».
Ieri il sindaco Flavio Tosi ha parlato con il direttore del Louvre, Henry Loyrette, con il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e con Alain Elkann, suo consigliere al ministero, oltre che con lo stesso Goldin. «Ho parlato con Loyrette», commenta Tosi, «il quale mi ha garantito che intende continuare il progetto di collaborazione fra Louvre e Verona e per questo mi ha invitato a un incontro, quanto prima, a Parigi. Non escludo che si possa in futuro organizzare un’altra mostra del Louvre, anche ridotta. È chiaro, però, che il rammarico c’è e l’impatto è negativo». Tosi fa sapere che i lavori per mettere a norma la Gran Guardia per le mostre partiranno comunque, magari slittando a fine mese per consentire, così, parte dei congressi previsti di svolgersi.
Sindaco, la mostra aveva 40mila prenotazioni: non teme una figuraccia? «Dal punto di vista amministrativo abbiamo fatto i salti mortali per ottenere i soldi e li avevamo», dice Tosi, alludendo ai 9 milioni di euro necessari (4,5 messi dal Comune) di cui quattro solo per affittare le opere, «portandoci avanti anche senza produrre gli atti amministrativi, proprio perché credevamo nel progetto. I tempi comunque erano giusti», prosegue Tosi, «visto che avremmo cominciato i lavori in Gran Guardia in giugno, anche pensando alle prossime mostre. Siamo stati eletti un anno fa e siamo stati coraggiosi, dopo qualche mese, a mettere in piedi un programma così».
Ora cosa succederà in Gran Guardia? «Potremmo anticipare una delle tre prossime mostre, per esempio a novembre. Noi con le grandi esposizioni vogliamo andare avanti, ecco perché abbiamo il cambio di regolamento per consentire l’accesso ai contributi».

Il Louvre: "Verona non è pronta" salta la mostra dei capolavori

VERONA. Il Louvre: "Verona non è pronta" salta la mostra dei capolavori
Armando Besio
La Repubblica, 24.5.2008

SALTA la grande mostra che avrebbe dovuto portare a Verona, dal 19 settembre, al Palazzo della Gran Guardia, 140 capolavori del Louvre, in prima fila la Belle Ferronière di Leonardo. E si spezza, almeno per ora, il sogno del giovane sindaco leghista Flavio Tosi di trasformare la città dell’Arena e di Giulietta e Romeo in una capitale del turismo artistico di massa. Con questo obiettivo Tosi aveva da pochi mesi ingaggiato Marco Goldin, il curatore e imprenditore trevigiano che negli anni scorsi, a colpi di grandi esposizioni dedicate in prevalenza agli Impressionisti, a Gauguin e a Van Gogh, aveva proiettato prima Treviso e poi Brescia ai vertici del blockbuster nazionale.
E’ stato lo stesso Goldin, reduce da un vertice parigino con i dirigenti del Louvre, ad annunciare ieri la notizia. «Purtroppo la città - spiega Goldin - non è stata capace di attrezzarsi per tempo. E a questo punto non c’erano più i tempi tecnici per andare avanti». In parole più chiare: «I problemi erano due: il primo, costituire una Fondazione Musei, sul modello di Brescia, che consentisse di accelerare i tempi, altrimenti insostenibili, della burocrazia comunale. Il secondo, legato al primo, l’adeguamento tecnico della Gran Guardia: i lavori di messa a norma impiantistica non sono neanche iniziati mentre il Louvre pretendeva che fossero finiti entro giugno».
Il sindaco Tosi si dice «profondamente rammaricato», pro mette che il programma di grandi mostre proseguirà, dice che il direttore del Louvre gli ha assicurato «la volontà di continuare il progetto». Quante alle critiche di Goldin, Tosi ammette i ritardi ma sostiene che la mostra si sarebbe potuta comunque realizzare: «I lavori alla Gran Guardia sarebbero iniziati il 27 maggio per concludersi l’8 agosto, più di un mese prima dell’inaugurazione».
Deluso Goldin: «È la prima volta che una cosa del genere mi capita in tanti anni, ed è doppiamente dolorosa dato che la perfezione dell’organizzazione è sempre stata un mio dogma».
Il progetto presentato da Goldin a Tosi prevedeva quattro grandi mostre fino al 2011 in collaborazione con alcuni tra i principali musei del mondo: dal Rodin di Parigi al FineArts di Boston al Van Gogh di Amasterdam. A Verona, c’è chi sospetta che il dietrofront del Louvre sia in realtà figlio delle polemiche scatenate da più parti in Francia contro il museo, accusato - dopo l’accordo milionario per l’apertura di una sede a Dubai - di attuare una politica interessata più all’argent che alla cultura.
La mostra saltata ieri sarebbe costata 9 milioni di euro. Una cifra imponente, raccolta attraverso una joint venture tra il Comune, la Fondazione Cariverona, la società di Goldin "Linea d’Ombra" e diversi sponsor, tra cui l’industriale alimentare Rana. Verona, grazie all’Arena, a Giulietta e Romeo e al suo patrimonio di chiese e musei, è già la quarta città turistica d’Italia; ma soffre di tempi morti - in autunno e inverno - che le mostre avrebbero dovuto riempire. L’appuntamento è rinviato alla prossima stagione.

Detta "Madonna dei Guidi di Faenza", la "Madonna col Bambino" fu dipinta da Botticelli tra il 1465 e il 1470: è una delle opere più celebri che non arriverà a Verona
Dipinta da Tiziano intorno al 1515, la "Donna allo specchio" è un altro dei capolavori che il museo parigino si è rifiutato di prestare a Verona

IL DÉPLIAN. Già pronta la locandina della mostra che avrebbe dovuto tenersi
tra settembre e febbraio a Verona. Centomila le prenotazioni
I DUE MUSEI. Il Louvre si era impegnato a prestare i suoi capolavori al Palazzo della Gran Guardia di Verona. Ieri ha deciso di annullare la mostra

sabato 15 marzo 2008

VERONA - Presentate 220 firme che puntano il dito contro le vendite e la scelta di Goldin

VERONA - Presentate 220 firme che puntano il dito contro le vendite e la scelta di Goldin
Sabato 8 Marzo 2008 L'ARENA

«Preoccupanti scelte culturali della Giunta»

«Esprimiamo viva preoccupazione per gli orientamenti della politica culturale della città e per le conseguenze che potranno avere sul futuro della vita culturale: facciamo appello al sindaco per un ripensamento che ci sembra opportuno».

Si conclude così una lettera aperta sottoscritta da oltre 220 cittadini, tra i quali docenti universitari, esperti d’arte, la soprintendente Cavalieri Manasse, presidi di scuola, liberi professionisti, insegnanti, impiegati, casalinghe inviata al sindaco Flavio Tosi, all’assessore alla Cultura Erminia Perbellini e ai consiglieri comunali sulla politica culturale intrapresa da questa nuova amministrazione comunale.


Il documento fa riferimento alle ultime decisioni, come la vendita di palazzo Forti, attuale sede della Galleria d'Arte moderna, la vendita di palazzo Pompei, attuale sede del Museo di Scienze naturali destinato al palazzo del Capitanio, ma viene citato anche il progetto di accordo quadriennale con la società Linea d'ombra di Marco Goldin per quattro mostre alla Gran Guardia tra il 2008 e il 2011. Le perplessità riguardano «la collocazione del Museo di Scienze naturali nella sede di piazza dei Signori», in merito «sia all'accessibilità sia soprattutto agli spazi notevoli dei quali abbisogna quella istituzione culturale. Non appare un caso che in molte città europee, ma anche in Italia, i musei naturalistici siano ubicati al di fuori dei centri storici: la scelta ora tramontata degli ex Magazzini Generali andava in questa linea».

Per quanto riguarda Goldin, si esprime il timore che pur essendo le proposte «certamente di alto livello culturale, altrettanto sicuramente non avranno alcun collegamento con la città e il territorio. Verranno di conseguenza mortificate, o comunque non potenziate o temporaneamente paralizzate le istituzioni museali locali».


«In ogni caso, l'opzione Goldin appare del tutto divergente e scoordinata dalla linea di politica culturale che, contemporaneamente, la commissione cultura del comune ha elaborato, tutta imperniata sul localismo identitario e sulla valorizzazione di una "veronesità" povera di contenuti, che si dovrebbe concretizzare in iniziative come la ricostruzione del carroccio e il suo ricovero in San Zeno, la riesumazione della navigazione sull'Adige, la creazione di una scuola di canto gregoriano. Sembra mancare dunque una visione d'insieme».